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Fondo per la Crescita Sostenibile

Sulla Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2013 è stato pubblicato il Decreto del Ministro dello Sviluppo economico 8 marzo 2013 di ”Individuazione delle priorità,delle forme e delle intensità massime di aiuto concedibili nell'ambito del Fondo per la Crescita Sostenibile”, istituito dall’Art. 23 del D.L. del 22 giugno 2012, il cosiddetto “Decreto Sviluppo”, convertito con modificazioni nella Legge 7 agosto 2012, n. 134 recante “Misure urgenti per la crescita del Paese”.

IMPRESE NELLE REGIONI DEL SUD, NUOVO REGIME DI AIUTO


Il Ministero dello Sviluppo economico ha istituito un nuovo regime di aiuto finalizzato alla promozione della nascita di nuove imprese nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, in attuazione di una specifica azione prevista nel PON “Ricerca e competitività” FESR 2007-2013.

In arrivo un bando da 190 milioni di euro per le start up del Mezzogiorno


Sarà pubblicato con ogni probabilità a settembre e avrà una dotazione di 190 milioni di euro, a valere principalmente sul Pon Ricerca e competitività 2007-2013, il bando del Ministero dello Sviluppo Economico che sarà rivolto alle Start up delle regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia), in particolare alle start up innovative nate con il Decreto Legge Crescita 2.0 (Dl 179/2012).

Statistiche relative al portale “Giovane Impresa”


Il portale “Giovane Impresa” ha fatto registrare nel corso dell’ultimo anno (maggio 2012 - maggio 2013) i seguenti dati relativi al numero di accessi, rilevati da un sito di statistiche per web esterno:

- Visitatori totali: 300.470

- Media visitatori mensili: 25.039


Gli utenti iscritti al 14/05/2013 risultano essere 4.108.

Invitalia: terminati i fondi per il Decreto Legislativo 185/2000

 

Per esaurimento delle risorse finanziarie relative agli incentivi previsti dal Decreto Legislativo 185/2000 (Avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 24.04.2013), dal 26 aprile 2013 non è possibile presentare nuove domande di ammissione alle agevolazioni per l’Autoimprenditorialità e l’Autoimpiego.

Small Business Act Le iniziative a sostegno delle micro, piccole e medie imprese adottate in Italia

Il Rapporto 2013 di monitoraggio delle iniziative adottate in attuazione dello Small Business Act (SBA), giunto alla sua quarta edizione, rappresenta un documento pubblico di riferimento per tutti i soggetti, pubblici e privati, che si occupano di politiche a favore delle micro, piccole e medie imprese.

Miur: presentato "Horizon2020 Italia", documento base di programmazione su ricerca e innovazione

 

Italia primo Paese a dotarsi di una programmazione settennale su ricerca e innovazione

Miur: nasce il nuovo portale "ResearchItaly"

 

È online il nuovo portale web del Miur "ResearchItaly", sviluppato dal Consorzio CINECA, nato con l'obiettivo di fotografare, supportare e promuovere la ricerca italiana d'eccellenza. E' disponibile, in italiano ed in inglese, all'indirizzo: www.researchitaly.it.

Banca europea per gli investimenti (Bei): pubblicato il rapporto annuale 2012

 

L’Italia è il secondo paese dopo la Spagna ad avere ricevuto in Europa più fondi dalla Banca europea per gli investimenti (Bei). E’ quanto emerge dal rapporto annuale della Bei, che valuta in oltre 6,8 miliardi di euro il sostegno concesso nel 2012 dall’istituto di credito europeo all’Italia, in calo rispetto al 2011.

Ministero dello sviluppo economico: pubblicata la relazione sugli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive 2012


Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato la “Relazione sugli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive” (edizione 2012) con cui si forniscono informazioni sulle forme e tipologie di incentivo che le Amministrazioni Centrali e locali hanno riconosciuto al sistema delle imprese nel corso del 2011 e nel quinquennio precedente.

La dimensione complessiva del sistema di incentivazione italiano, contrariamente a quanto spesso ritenuto, appare infatti inferiore a quella dei principali Stati membri dell’Unione Europea. Dal confronto degli andamenti delle agevolazioni alle imprese (Fonte: State Aid Scoreboard 2011), emerge come l’Italia spenda meno dei suoi principali competitor europei, in termini relativi al Prodotto Interno Lordo (PIL).

Ad incidere sulla riduzione del volume delle agevolazioni contribuisce in modo decisivo l’andamento decrescente degli strumenti attivati dallo Stato centrale. Gli interventi di agevolazione nazionale, infatti, mostrano, nel confronto tra il 2006 e il 2011, una significativa caduta nei livelli sia delle agevolazioni concesse che degli investimenti attivati (rispettivamente di circa l’80% e il 71%). Al contrario per entrambe le voci, gli interventi di agevolazione regionale segnano una sostanziale tenuta (con una più contenuta riduzione rispettivamente del 6% e del 4%).

In termini di ricaduta territoriale, la contrazione delle agevolazioni ha interessato maggiormente il tessuto produttivo del Mezzogiorno. Sul fronte degli interventi nazionali, infatti, la riduzione delle agevolazioni complessive è spiegata, soprattutto, dal decremento delle concessioni a favore delle imprese localizzate nel Mezzogiorno. Nel Centro-Nord, al contrario, salvo piccole oscillazioni, il dato delle agevolazioni nel periodo appare per lo più costante. Dal lato degli interventi regionali, inoltre, il trend costante è il risultato di una compensazione tra gli incrementi delle agevolazioni registrate nelle Regioni del Centro-Nord e il decremento fatto segnare nelle Regioni del Mezzogiorno.

Trattandosi di un censimento delle misure di intervento a supporto del tessuto produttivo, la relazione costituisce un importante documento di analisi complessiva delle molteplici forme di sostegno finanziario pubblico  alle imprese. In altri termini, è una fotografia dello stato dell’arte delle agevolazioni per livello di governo e per aree territoriali.

 

La relazione è consultabile al seguente link

Fondo Mecenati: pubblicata la graduatoria finale

Pubblicata la graduatoria finale relativa ai progetti presentati a seguito della prima "finestra" aperta ai sensi dell'art. 15 comma 2 dell'Avviso Pubblico recante la disciplina dei criteri e delle modalità di accesso al "Fondo Mecenati"- istituito con Decreto del Ministro della Gioventù 12 novembre 2010,

Bando Erasmus Mundus 2013

 

È stato pubblicato il bando per l’edizione 2013 di Erasmus Mundus, articolato in due azioni:

  • Azione 2 — Partenariati erasmus mundus
  • Azione 3 - Promozione dell'istruzione superiore europea

 

 

 

L’azione 2 mira a promuovere la cooperazione strutturata tra le istituzioni di istruzione superiore europee e dei paesi terzi tramite la promozione della mobilità a tutti i livelli di istruzione per gli studenti (studenti universitari e laureati), i dottorandi, i ricercatori, il personale accademico e amministrativo (non tutte le regioni e i lotti possono includere tutti i tipi di flusso di mobilità)

L’azione 3, invece, mira a promuovere l'istruzione superiore europea attraverso misure che ne aumentano l'attrattiva, il profilo, l'immagine, la visibilità e l'accessibilità. L'azione 3 sostiene iniziative, studi, progetti, eventi transnazionali e altre attività collegate alla dimensione internazionale di tutti gli aspetti dell'istruzione superiore, quali la promozione, l'accessibilità, la garanzia della qualità, il riconoscimento dei crediti, il riconoscimento delle qualifiche europee all'estero e il riconoscimento reciproco delle qualifiche con i paesi terzi, lo sviluppo di programmi di studio, la mobilità, la qualità dei servizi ecc.

Le attività dell'azione 3 possono assumere diverse forme (conferenze, seminari, laboratori, studi, analisi, progetti pilota, premi, reti internazionali, produzione di materiale per la pubblicazione, sviluppo di strumenti di informazione, comunicazione e tecnologia) e possono svolgersi ovunque nel mondo.

 

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per le ore 12:00 del 15 aprile 2013.

 

 

Per maggiori informazioni:

Bando e documentazione

http://erasmusmundus.it

MIPAAF: novità sui contratti di cessione dei prodotti agricoli

 

A partire dal 24 ottobre 2012 sono entrate in vigore le nuove disposizioni, contenute nell’art. 62 del cosiddetto Decreto Liberalizzazioni (Decreto Legge n. 1 del 24/01/2012), che disciplinano la cessione di prodotti agricoli e alimentari.

Camera di Commercio di Roma: "Premio Idea Innovativa - La nuova imprenditorialità al femminile".

 

La Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con il Comitato per l'Imprenditorialità Femminile, bandiscono per il secondo anno consecutivo il "Premio Idea Innovativa - La nuova imprenditorialità al femminile".

"Giovani del no profit per lo sviluppo del Mezzogiorno": pubblicati gli avvisi

Giovani per il sociale e Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici, questi i titoli dei due avvisi pubblicati il 7 novembre sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Serie Generale Anno 153°, n. 260, dal Dipartimento della Gioventù e del servizio civile nazionale nell'ambito dell'intervento “Giovani del no profit per lo sviluppo del Mezzogiorno”.

COSME 2014-2020

Nuovo programma europeo per la competitività delle imprese e delle PMI

Promuovere l'accesso ai finanziamenti ed incoraggiare una cultura imprenditoriale, inclusa la creazione di nuove imprese, sono i principali obiettivi del nuovo programma COSME.

Il nuovo programma, con un bilancio di 2,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, è uno strumento di finanziamento che dovrebbe proseguire il percorso intrapreso dal CIP (programma quadro per la competitività e l'innovazione).

 

In particolare il nuovo programma si rivolge a:

  • imprenditori, soprattutto PMI, che beneficeranno di un accesso agevolato ai finanziamenti per le proprie imprese;
  • aspiranti imprenditori ( compresi i giovani) che desiderano mettersi in proprio e devono far fronte alle difficoltà legate alla creazione o allo sviluppo della propria impresa;
  • autorità degli Stati membri che riceveranno una migliore assistenza nella loro attività di elaborazione e attuazione di riforme politiche efficaci.

Il programma dovrebbe contribuire ad incrementare il PIL dell’UE di € 1,1 miliardi annui e dovrebbe partire il primo gennaio 2014.

Fondo di Garanzia: incontri informativi

Il Ministero dello Sviluppo Economico, in qualità di Organismo Intermedio del PON Ricerca e Competitività 2007-2013, ha organizzato nelle Regioni della Convergenza - Campania, Calabria, Sicilia e Puglia - un ciclo di incontri informativi al fine di promuovere le opportunità di accesso e le modalità di intervento del Fondo di Garanzia.

 

Il calendario degli incontri è consultabile al link ufficiale del PONREC.

Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Legge “Crescita 2.0”

 

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha approvato il “Decreto Crescita 2.0”, provvedimento che, in linea con quanto svolto nei mesi precedenti, costituisce un ulteriore e significativo passo in avanti dell’Agenda per la crescita sostenibile del Governo.

 

Il Decreto Legge prevede in particolare le seguenti aree principali di intervento:

  1. Agenda Digitale
  2. Start up Innovative
  3. Infrastrutture
  4. Investimenti esteri
  5. Credito alle Pmi
  6. Assicurazioni

Con l’applicazione dell’Agenda Digitale, aumentano fortemente i servizi digitali per i cittadini, che potranno avere un unico documento elettronico, valido anche come tessera sanitaria, attraverso il quale rapportarsi con la pubblica amministrazione. Via libera anche alle ricette mediche digitali, al fascicolo universitario elettronico, all’obbligo per la PA di comunicare attraverso la posta elettronica certificata e di pubblicare online i dati in formato aperto e riutilizzabile da tutti. Significativi risparmi di spesa e maggiore efficienza arriveranno dalla digitalizzazione delle notifiche e delle comunicazioni giudiziarie, che assicureranno il mantenimento del principio di prossimità del servizio giustizia nei confronti di cittadini e imprese. Viene inoltre integrato il piano finanziario necessario all’azzeramento del divario digitale per quanto riguarda la banda larga (150 milioni stanziati per il centro nord, che vanno ad aggiungersi alle risorse già disponibili per il Mezzogiorno per banda larga e ultralarga, per un totale di 750 milioni di euro) e si introducono significative semplificazioni per la posa della fibra ottica necessaria alla banda ultralarga.

Per la prima volta, nell’ordinamento del nostro Paese viene introdotta la definizione di impresa innovativa (startup): le nuove misure toccano tutti gli aspetti più importanti del ciclo di vita di una startup - dalla nascita alla fase di sviluppo, fino alla sua eventuale chiusura - ponendo l’Italia all’avanguardia nel confronto con gli ordinamenti dei principali partner europei. Tali norme danno anche seguito a quanto indicato nel Programma Nazionale di Riforma e rispondono a raccomandazioni specifiche dell’Unione Europea che individuano nelle startup una leva di crescita e di creazione di occupazione per l’Italia. La dotazione complessiva subito disponibile è di circa 200 milioni di euro. Una volta a regime, la norma impegnerà 110 milioni di euro ogni anno.

Ulteriori importanti misure vengono assunte sul fronte della defiscalizzazione delle opere infrastrutturali strategiche (tramite l’introduzione di un credito di imposta a valere su Irap e Ires fino al 50%), sull’attrazione degli investimenti diretti esteri (con la costituzione dello sportello unico Desk Italia a cui potranno rivolgersi gli imprenditori stranieri), col rafforzamento del sistema dei Confidi per migliorare l’accesso al credito delle Pmi e con significative liberalizzazioni nel settore assicurativo (introduzione di un “contratto base” comune a tutte le compagnie).

Per maggiori informazioni, consultare i seguenti documenti “Agenda Digitale” e “Decreto Crescita 2.0” relativi alle novità introdotte dal decreto, messe a disposizione rispettivamente dall’ADI (Agenda Digitale Italiana) e dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

Qui di seguito il dettaglio delle modifiche introdotte dai 38 articoli del decreto legge:

 

1) Agenda Digitale Italiana

Vengono recepiti nel nostro ordinamento i principi dell’Agenda Digitale Europea. L’Italia si dota in questo modo di uno strumento normativo che costituirà una efficace leva per la crescita occupazionale, di maggiore produttività e competitività, ma anche di risparmio e coesione sociale, spinta strutturale per la realizzazione delle strategie, delle politiche e dei servizi di infrastrutturazione e innovazione tecnologica dell’intero Paese.

Ogni anno, il Governo presenterà al Parlamento una relazione aggiornata sull’attuazione dell’agenda digitale italiana.

1.1 Identità digitale e servizi innovativi per i cittadini

  • Documento digitale unificato - Carta di identità elettronica e tessera sanitaria (art. 1).
    Addio vecchia carta di identità e tessera sanitaria. Al loro posto, i cittadini potranno dotarsi gratuitamente di un unico documento elettronico, che consentirà di accedere più facilmente a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione. Il documento, che sostituirà progressivamente quelli attualmente circolanti, costituirà il punto di riferimento unitario attraverso cui il cittadino viene registrato e riconosciuto dalle amministrazioni dello Stato.
  • Anagrafe unificata, censimento annuale della popolazione e Archivio delle strade (artt. 2, 3).
    Per accelerare il processo di informatizzazione della PA e la messa a sistema delle informazioni e dei servizi riguardanti i cittadini, viene istituita l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), un centro unico di gestione dati che subentrerà all’Indice Nazionale delle Anagrafi (INA) e all’Anagrafe della popolazione italiana residente all’estero (AIRE). Grazie a queste nuove procedure digitali, l’ISTAT inoltre potrà effettuare con cadenza annuale il censimento generale della popolazione e delle abitazioni, realizzando anche l’Archivio nazionale delle strade e dei numeri civici, utilizzando il conferimento degli indirizzari e degli stradari comunali.
  • Domicilio digitale del cittadino e obbligo di PEC per le imprese (artt. 4,5).
    Dal 1 gennaio 2013, ogni cittadino potrà scegliere di comunicare con la pubblica amministrazione esclusivamente tramite un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Tale indirizzo costituirà il domicilio digitale del cittadino e sarà in seguito inserito nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, in modo che possa essere utilizzabile da tutte le amministrazioni pubbliche.

Sullo stesso fronte, le imprese individuali che si iscrivono al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane avranno l’obbligo di indicare un proprio indirizzo PEC, così da semplificare e ridurre notevolmente tempi e oneri per gli adempimenti burocratici.

 

1.2 Amministrazione digitale

  • Pubblicazione dati e informazioni in formato aperto (art. 9).
    I dati e le informazioni forniti dalla pubblica amministrazione dovranno essere obbligatoriamente pubblicati in formato aperto (cd. open data). In questo modo sarà possibile ampliare fortemente l’accesso a informazioni di pubblica utilità, favorendone il riutilizzo per analisi, servizi, applicazioni e soluzioni, con sensibili ricadute dal punto di vista della crescita economico-sociale. Tali dati avranno una licenza d’uso aperta e saranno dunque utilizzabili – in primis da persone affette da forme di disabilità sensoriali - senza alcun tipo di restrizione.
  • Biglietti di viaggio elettronici e sistemi di trasporto intelligente (art. 8).
    Le amministrazioni titolari di servizi di Trasporto Pubblico Locale promuovono l’adozione di sistemi di bigliettazione elettronica interoperabili, così da ridurre i costi connessi all’emissione dei titoli di viaggio.

Sul fronte della mobilità sostenibile, viene dato un forte impulso ai sistemi di trasporto intelligenti (ITS) per consentire la diffusione di nuovi servizi informativi su traffico e viabilità, sulla prenotazione di aree di parcheggio sicure, sui servizi di emergenza su strada.

  • Procedure digitali per acquisto di beni e servizi (art. 6).
    Tutte le procedure per l’acquisto di beni e servizi da parte delle PA dovranno essere svolte esclusivamente per via telematica, così da garantire maggiore trasparenza e tempistiche più celeri. Viene inoltre fortemente incentivato il riuso dei programmi informatici da parte delle amministrazioni, consentendo significativi risparmi di spesa.
  • Trasmissione obbligatoria di documenti per via telematica (artt. 6,7)
    Le comunicazioni tra diverse amministrazioni pubbliche, così come tra PA e privati, dovranno avvenire esclusivamente per via telematica. L’inadempienza della norma comporterà una responsabilità dirigenziale e disciplinare in capo al personale pubblico inadempiente.

Allo stesso modo, nel settore pubblico, tutte le certificazioni di malattia e di congedo parentale dovranno essere rilasciate e trasmesse per via telematica.

  • Pubblicizzazione dei dati della PA (art. 9).
    Con l'approvazione dell'art.9 del decreto si introduce un elemento di innovazione strutturale nella gestione del patrimonio informativo pubblico che diventa accessibile e utilizzabile dai cittadini e dalle imprese per promuovere la crescita economica, la partecipazione e la trasparenza amministrativa. Da oggi le amministrazioni italiane rendono disponibili i propri dati in formato digitale, si impegnano a condividere le informazioni che gestiscono e possono, grazie alle tecnologie digitali, coinvolgere, i cittadini, la società civile e il sistema produttivo in un gestione più efficace ed efficiente della cosa pubblica.

 

1.3 Servizi e innovazioni per favorire l’Istruzione digitale

  • Fascicolo elettronico per gli studenti universitari e semplificazione di procedure in materia di università (art. 10).
    Dall’anno accademico 2013-2014, verrà introdotto il fascicolo elettronico dello studente, uno strumento che, raccogliendo tutti i documenti, gli atti e i dati relativi al percorso di studi, consentirà la gestione informatizzata dell’intera carriera universitaria. Viene inoltre fortemente favorita la dematerializzazione dei flussi informativi tra gli atenei, facilitando e semplificando la mobilità degli studenti.
  • Libri e centri scolastici digitali (art. 11).
    A partire dall’anno scolastico 2013-2014, nelle scuole sarà progressivamente possibile adottare libri di testo in versione esclusivamente digitale, oppure abbinata alla versione cartacea.

Dall’anno scolastico 2012-2013, in ambiti territoriali particolarmente isolati (ad esempio piccole isole e comuni montani dove è presente un numero di alunni insufficiente per la formazione di classi) sarà possibile istituire centri scolastici digitali tramite apposite convenzioni con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che consentano il collegamento multimediale e da remoto degli studenti alle classi scolastiche.

 

1.4 Misure per la Sanità digitale

  • Fascicolo sanitario elettronico, cartella e prescrizione medica digitali (artt. 12,13).
    Al via il fascicolo sanitario elettronico (FSE), che conterrà tutti i dati digitali di tipo sanitario e sociosanitario del cittadino, raccogliendone di fatto l’intera storia clinica. Il fascicolo verrà aggiornato da diversi soggetti che, nell’ambito del servizio sanitario pubblico, prendono in cura gli assistiti.

In questo senso, le strutture sanitarie pubbliche e quelle private accreditate potranno conservare le cartelle cliniche solo in forma digitale, realizzando così significativi risparmi e semplificazioni. Viene accelerato anche il processo di digitalizzazione delle prescrizioni mediche, definendo tempi certi e uguali su tutto il territorio nazionale.

Si prevede inoltre di estendere la spendibilità delle prescrizioni di farmaceutica (attualmente limitata alla singola regione) a tutto il territorio nazionale.

 

1.5 Forte impulso per la banda larga e ultralarga

  • Azzeramento del divario digitale, interventi per la diffusione delle tecnologie digitali (art. 14).

Viene confermato l’obbiettivo di azzerare il divario digitale, portando la connessione a almeno 2 mbps nelle zone non ancora coperte e nelle aree a fallimento d’impresa. Alle risorse rese già disponibili per il Mezzogiorno (circa 600 milioni) si aggiungono ora ulteriori 150 milioni di euro per finanziare gli interventi nelle aree del centro-nord.

Vengono fortemente semplificate alcune procedure e adempimenti autorizzatori per favorire la diffusione della banda ultralarga, anche tramite wireless, e delle nuove tecnologie di connessione. Per quanto riguarda gli scavi per la posa della fibra ottica, è prevista l’esenzione della tassa per l’occupazione del suolo e del sottosuolo. Gli operatori di tlc avranno assicurato l’accesso alle parti comuni degli edifici per le operazioni di posa della fibra.

 

1.6 Moneta e fatturazione elettronica

  • Pagamenti elettronici alle pubbliche amministrazioni (art. 15).
    E’ introdotto l’obbligo per le amministrazioni pubbliche, così come per gli operatori che erogano o gestiscono servizi pubblici, di accettare pagamenti in formato elettronico, a prescindere dall’importo della singola transazione. Le stesse amministrazioni sono tenute a pubblicare nei propri siti istituzionali e nelle richieste di pagamento i codici IBAN identificativi del conto di pagamento.
  • Utilizzo della moneta elettronica (art. 15).
    I soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, saranno tenuti, dal 1 gennaio 2014, ad accettare pagamenti con carta di debito (ad esempio, bancomat). Con decreti ministeriali (ministero dello Sviluppo economico di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze) verranno disciplinati gli importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati dall’attuazione della disposizione. I pagamenti elettronici potranno essere eventualmente effettuati anche tramite tecnologie mobili.

 

1.7 Giustizia digitale

  • Biglietto di cancelleria, comunicazioni e notificazioni per via telematica (art. 16).
    Vengono introdotte disposizioni per snellire modi e tempi delle comunicazioni e notificazioni in modo da rendere più efficienti i servizi in ambito giudiziario tra cittadini e imprese.
    In particolare, nei procedimenti civili tutte le comunicazioni e notificazioni a cura delle cancellerie o delle segreterie degli uffici giudiziari verranno effettuate esclusivamente per via telematica, quando il destinatario è munito di un indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi ovvero quando la parte costituita in giudizio personalmente abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere le comunicazioni e notificazioni relative al procedimento.

La stessa procedura è prevista per le notificazioni a persona diversa dall’imputato, nell’ambito dei processi penali.

  • Modifiche alla legge fallimentare (art. 17).
    Attraverso l’uso della posta elettronica certificata e di tecnologie online, le comunicazioni dei momenti essenziali della procedura fallimentare avverranno per via telematica. Tra questi: a) la presentazione del ricorso per la dichiarazione di fallimento; b) le comunicazioni ai creditori da parte del curatore; c) la presentazione della domanda di ammissione al passivo da parte dei creditori.
    Per quanto riguarda l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, la disposizione concernerà il flusso di comunicazioni tra curatore e creditori (nel fallimento) e tra commissario giudiziale o liquidatore e creditori (nel concordato preventivo) e tra commissario liquidatore e creditori (nella liquidazione coatta amministrativa).

Infine, viene resa obbligatoria l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica da parte di ciascun creditore nella domanda di ammissione al passivo.

  • Sinergia con l’VIII PQ Horizon 2020 (art. 19)
    L’art. 19 promuove la definizione di grandi progetti di ricerca e innovazione su temi strategici e in linea con il programma europeo Horizon2020, con l’obiettivo di promuovere sinergie tra sistema produttivo, di ricerca ed esigenze sociali.
    Lo scopo e’ di spostare in avanti la frontiera dell’innovazione attraverso appalti innovativi e precommerciali per servizi di ricerca in modo da sviluppare soluzioni industriali innovative non ancora presenti sul mercato e che rispondono alle esigenze espresse da pubbliche amministrazioni.
  • Comunità intelligenti (art. 20)
    L’art 20 disegna l’architettura tecnica, di governo e di processo per la gestione delle comunita’ intelligenti e dei servizi e dati da queste prodotte. Le comunita’ intelligenti sono partecipative, promuovono l’emersione di esigenze reali dal basso, l’innovazione sociale e prevedono meccanismi di partecipazione, inclusione sociale e efficienza delle risorse - attraverso il riuso e la circolazione delle migliori pratiche. Un sistema di valutazione e monitoraggio garantisce che le comunita’ rispettino gli impegni presi attraverso uno statuto periodicamente rivisto, allo scopo di verificare e massimizzare l’impatto del progresso tecnologico sul territorio.

 

2) Norme per favorire la nascita e la gestione di imprese innovative (startup).

Le misure introducono per la prima volta nel panorama legislativo italiano un quadro di riferimento organico per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative (startup). Tali norme sono coerenti con gli obiettivi previsti dal programma Nazionale di Riforma 2012 e con le strategie di sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo definite a livello europeo. Si intende in tal modo contribuire alla diffusione di una cultura dell’innovazione e dell’imprenditorialità, alla promozione della mobilità sociale, della trasparenza e del merito, alla creazione di occupazione qualificata, soprattutto giovanile. La Per le startup vengono messi subito a disposizione circa 200 milioni di euro, tra i fondi stanziati dal decreto sotto forma di incentivi e fondi per investimento messi a disposizione dalla Fondo Italiano Investimenti della Cassa Depositi e Prestiti. Nelle prossime settimane, con un apposito decreto ministeriale, saranno stanziate ulteriori risorse per nuove imprese presenti nel Mezzogiorno. La norma, a regime, impegnerà 110 milioni di euro ogni anno per incentivare le imprese startup.

  • Startup innovativa e incubatore certificato: cosa sono e a cosa servono (art.25).
    Per la prima volta nell’ordinamento italiano vengono introdotti la definizione e gli specifici requisiti della nuova impresa innovativa (startup).

In particolare, queste le caratteristiche della startup innovativa:

  • o la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria deve essere detenuto da persone fisiche;
  • o la società deve essere costituita e operare da non più di quarantotto mesi;
  • o deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  • o il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro;
  • o non deve distribuire o aver distribuito utili;
  • o deve avere quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • o non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Inoltre la startup deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri: sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 30 per cento del maggiore tra il costo e il valore della produzione; impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro; essere titolare o licenziataria di una privativa industriale connessa alla propria attività.

La norma definisce anche l’incubatore certificato di imprese startup innovative, qualificandolo come una società di capitali di diritto italiano, o di una Societas Europaea, residente in Italia, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative. I requisiti che gli incubatori devono possedere sono legati alla disponibilità di risorse materiali e professionali per svolgere tale attività.

Viene infine istituita un’apposita sezione del Registro delle Imprese con l’iscrizione obbligatoria per le startup innovative e gli incubatori certificati così da garantirne la massima pubblicità e trasparenza.

  • Deroga al diritto societario e riduzione degli oneri per l’avvio (art. 26).
    Per consentire una gestione più flessibile e più funzionale alle esigenze di governance tipiche delle startup, soprattutto se costituite in forma di S.r.l., sono introdotte le seguenti facoltà:
  • o Facoltà di estendere di dodici mesi il periodo di c.d. “rinvio a nuovo” delle perdite (dalla chiusura dell’esercizio successivo alla chiusura del secondo esercizio successivo) e, nei casi di riduzione al di sotto del minimo legale, di consentire il differimento della decisione sulla ricapitalizzazione entro la chiusura dell’esercizio successivo. Durante i primi anni di attività, ci possono essere frequenti episodi in cui le perdite intaccano il capitale per oltre un terzo a causa dei costi di avvio e degli investimenti iniziali, una più flessibile gestione degli obblighi di ricapitalizzazione può essere molto utile.
  • o Facoltà di utilizzare anche per le startup innovative costituite in forma di S.r.l. istituti ammessi solo nelle S.p.A., in particolare la libera determinazione dei diritti attribuiti ai soci, attraverso la creazione di categorie di quote anche prive di diritti di voto o con diritti di voto non proporzionali alla partecipazione, o l’emissione di strumenti finanziari partecipativi.
  • o Facoltà di offrire al pubblico quote di partecipazione in startup innovative costituite in forma di S.r.l., consentendo di facilitarne l’accesso al capitale indipendentemente dalla forma giuridica prescelta.
  • o Facoltà di deroga al divieto assoluto di operazioni sulle proprie partecipazioni qualora l’operazione sia effettuata in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di strumenti finanziari a dipendenti, collaboratori, componenti dell’organo amministrativo o prestatori di opere o servizi, anche professionali (stock options e work for equity).

Vengono anche ridotti gli oneri per l’avvio della startup innovativa e dell’incubatore certificato, attraverso l’esonero dai diritti di bollo e di segreteria per l’iscrizione al Registro delle Imprese, nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di commercio.

  • Remunerazione con strumenti finanziari della startup innovativa e dell’incubatore certificato (art. 27).
    Viene introdotto un regime fiscale e contributivo di favore per i piani di incentivazione basati sull’assegnazione di azioni, quote o titoli similari ad amministratori, dipendenti, collaboratori e fornitori delle imprese startup innovative e degli incubatori certificati. Il reddito derivante dall’attribuzione di questi strumenti finanziari o diritti non concorrerà alla formazione della base imponibile, sia a fini fiscali che contributivi. In questo modo, viene facilitata la partecipazione diretta al rischio di impresa, ad esempio attraverso l’assegnazione di stock options al personale dipendente o ai collaboratori di un’impresa startup.
  • Rapporto di lavoro subordinato nelle startup innovative (art. 28).
    Le startup usufruiranno di apposite disposizioni contrattuali per poter instaurare rapporti di lavoro subordinato che abbiamo maggiore flessibilità operativa, soprattutto nella fase di avvio dell’attività di impresa. Nello specifico, sarà possibile stipulare contratti di lavoro a tempo determinato con una durata variabile tra un minimo di 6 mesi e un massimo di 36 mesi, con possibilità di rinnovi senza soluzione di continuità, prorogabili ulteriormente una sola volta fino al termine di applicazione della normativa specifica per le startup (ossia, 48 mesi). Una volta decorsi i termini previsti, il rapporto di lavoro diventa a tempo indeterminato ed è escluso espressamente che la collaborazione possa continuare in altre fattispecie di lavoro subordinato o in modo “fittiziamente” autonomo.
  • Incentivi all’investimento in startup innovative (art. 29).
    Per rafforzare la crescita e la propensione all’investimento in imprese startup innovative, è fondamentale cercare di creare un clima favorevole al loro sviluppo aumentando la loro capacità di attrazione dei capitali privati, anche grazie alla leva fiscale. Si è stabilito pertanto che per gli anni 2013, 2014 e 2015 è consentito alle persone fisiche e giuridiche rispettivamente di detrarre o dedurre dal proprio reddito imponibile una parte delle somme investite in imprese startup innovative, sia direttamente che attraverso fondi specializzati.
  • Raccolta diffusa di capitali di rischio tramite portali online (art. 30).
    Viene introdotta un’apposita disciplina per la raccolta di capitale di rischio da parte delle imprese startup innovative attraverso portali online, avviando una modalità innovativa di raccolta diffusa di capitale (crowdfunding). La vigilanza viene affidata alla Consob, che è delegata ad emanare la disciplina secondaria al fine di tutelare gli investitori diversi da quelli professionali. In particolare, la disciplina dovrà assicurare che una parte dell'offerta debba essere sottoscritta da investitori professionali o da altri investitori specializzati nel venture capital, nonché prevedere un meccanismo di tutela degli investitori non professionali nel caso in cui i soci di controllo della startup cedano le proprie partecipazioni a terzi successivamente all'offerta.

Per quanto riguarda l’accesso al credito, le startup potranno usufruire gratis e in modo semplificato del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche mediante la previsione di condizioni di favore in termini di copertura e di importo massimo garantito.

  • Sostegno all’internazionalizzazione (art. 30).
    Vengono incluse anche le imprese startup innovative operanti in Italia tra quelle beneficiarie dei servizi messi a disposizione dall’Agenzia ICE per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dal Desk Italia.
    La disposizione individua puntualmente tali servizi: l’assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia, l’ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali, e l’attività volta a favorire l’incontro delle startup innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage capital e di capitale di espansione.
  • Gestione della crisi nell’impresa startup innovativa e attività di controllo (art. 31).
    L’intervento disciplina il fenomeno della crisi aziendale delle startup innovative, tenendo conto dell’elevato rischio economico assunto da chi decide di fare impresa investendo in attività ad alto livello d’innovazione. Dato l’elevato tasso di mortalità fisiologica delle startup si vuole indurre l’imprenditore a prendere atto il prima possibile del fallimento del programma posto a base dell’iniziativa. La scelta è quella di sottrarre le startup alle procedure concorsuali vigenti, prevedendo il loro assoggettamento, in via esclusiva, alla disciplina della gestione della crisi da sovra-indebitamento, applicabile ai soggetti non fallibili che non prevede la perdita di capacità dell’imprenditore ma la mera segregazione del patrimonio destinato alla soddisfazione dei creditori.

Per facilitare l’avvio di startup si prevede che, una volta decorsi dodici mesi dall’iscrizione nel Registro delle imprese del decreto di apertura della procedura liquidatoria, i dati relativi ai relativi soci non siano più accessibili al pubblico ma esclusivamente all’autorità giudiziaria e alle autorità di vigilanza.

Per vigilare sul corretto utilizzo delle agevolazioni e sul rispetto della disciplina dettata dal decreto in materia di startup innovative, il ministero dello Sviluppo economico può avvalersi del Nucleo speciale della spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza.

  • Pubblicità e valutazione dell’impatto delle misure (art. 32).
    Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministero dello Sviluppo Economico, promuoverà una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale per diffondere una maggiore consapevolezza pubblica sulle opportunità imprenditoriali legate all’innovazione e alle materie disciplinate dal decreto.
    L'ISTAT provvederà alla raccolta e all’aggiornamento regolare dei dati necessari per compiere una valutazione dell’impatto - in particolare sui temi della crescita, dell’occupazione e dell’innovazione - delle misure volte a favorire la nascita e lo sviluppo di startup innovative.
    Il ministro dello Sviluppo economico dovrà presentare entro il primo marzo di ogni anno una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni in materia di startup innovative, mettendo in rilievo soprattutto l’impatto di tali norme sulla crescita e l’occupazione.

La prima relazione successiva all’entrata in vigore del presente decreto dovrà essere presentata entro il primo marzo 2014.

 

3) Ulteriori misure per la crescita.

3.1. Credito di imposta al 50% per la realizzazione di nuove infrastrutture (art. 33).
Viene introdotto un credito di imposta come contributo pubblico alla realizzazione di opere strategiche e di importo superiore a 500 milioni di euro, che potranno in questo modo raggiungere l’equilibrio finanziario altrimenti non conseguibile.Il credito potrà arrivare fino al limite massimo del 50% a valere sull’Ires e sull’Irap in relazione alla costruzione e gestione dell’opera. La disposizione è valida fino al 31 dicembre 2015.In questo modo sarà possibile favorire la realizzazione di un considerevole numero di grandi infrastrutture, senza incidere sulle entrate erariali e per di più stimolando un indotto positivo anche per le entrate pubbliche.

3.2 Sportello Unico per l’Attrazione di Investimenti Esteri (art. 35).
Viene costituito un unico punto di coordinamento stabile, tempestivo ed efficace per i soggetti imprenditoriali a cui potranno far riferimento i soggetti imprenditoriali che abbiano intenzione di realizzare investimenti di tipo produttivo e industriale sul territorio italiano.Lo sportello farà capo al ministero dello Sviluppo economico e coordinerà tutti gli altri soggetti che operano nel settore, avvalendosi anche del supporto di personale proveniente dall’ICE e dall’Agenzia INVITALIA, senza generare così ulteriori oneri per la finanza pubblica.La promozione del made in Italy sui mercati internazionali sarà rafforzata grazie al fatto che Simest potrà partecipare al capitale di apposite società commerciali aventi sede anche in Italia.

3.3 Misure per il rafforzamento dei confidi (art. 36).
La norma proposta - che non comporta alcun onere aggiuntivo a carico del bilancio dello Stato - è volta a consentire ai confidi di rafforzarsi patrimonialmente per poter continuare a svolgere il ruolo di sostegno all’accesso al credito delle piccole e medie imprese, divenuto fondamentale nel corso della crisi.Viene riconosciuto ai confidi la possibilità di imputare al fondo consortile o al capitale sociale i fondi rischi e gli altri fondi o riserve patrimoniali costituiti da contributi dello Stato, delle Regioni e di altri enti pubblici esistenti alla data di entrata in vigore di questo provvedimento. Sono introdotte misure per rendere più facilmente applicabile il nuovo regime a supporto dell’accesso al mercato dei capitali da parte di società non quotate, regime introdotto dal primo decreto crescita.

3.4 Proroga per progetto “carbone pulito” e per “superinterrompibilità” elettrica (art.34)
Proroga di un anno (dal 31-12-2012 al 31-12-2013) per la realizzazione del progetto cosiddetto “carbone pulito” (Carbosulcis). E proroga di tre anni (fino al 31-12-2015) del servizio per la cosiddetta “superinterrompibilità” elettrica per la Sicilia e la Sardegna.

 

4) Assicurazioni, mutualità e mercato finanziario

4.1. Misure per l’individuazione e il contrasto delle frodi assicurative (art. 21).
La norma, riprendendo varie proposte di iniziativa parlamentare, affida all’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (IVASS) la cura della prevenzione amministrativa delle frodi nel settore dell’assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, relative alle richieste di risarcimento e di indennizzo e all’attivazione di sistemi di allerta preventiva contro i rischi di frode.

L’IVASS realizzerà un archivio informatico integrato attraverso il quale sarà più facile individuare indici di anomalia e di possibili frodi. Lo stesso Istituto potrà segnalare tali anomalie alle Autorità giudiziarie e incentivare azioni di indagine utilizzando il veicolo della vigilanza assicurativa.

4.2 Misure a favore della concorrenza e della tutela del consumatore nel mercato assicurativo (art. 22).
Vengono abolite nel Codice delle Assicurazioni Private le clausole di tacito rinnovo eventualmente previste dal contratto.Si riporta da 2 a 10 anni il termine di prescrizione delle polizze vita “dormienti”, ridotto nel 2008 a soli due anni, termine che si è rivelato del tutto insufficiente al fine di garantire la possibilità di riscatto della polizza, soprattutto in caso di morte dell’intestatario.

Verrà inoltre definito, attraverso un decreto del ministro delle Sviluppo Economico, uno schema di “contratto base” di assicurazione responsabilità civile auto, nel quale prevedere tutte le clausole necessarie ai fini dell’adempimento di assicurazione obbligatoria. Ogni compagnia assicurativa, nell’offrirlo obbligatoriamente al pubblico, anche attraverso internet, dovrà definirne il costo complessivo individuando separatamente ogni eventuale costo per i vari servizi aggiuntivi.

La norma prevede anche l’introduzione di una disciplina che obblighi le compagnie di assicurazione a predisporre sui propri siti aree riservate attraverso le quali consentire ai propri clienti di verificare lo stato delle proprie coperture assicurative, le scadenze, i termini contrattuali sottoscritti, la regolarità dei pagamenti di premio, secondo procedure simili agli attuali sistemi di home banking.Al fine di favorire la concorrenza nel settore si consente agli intermediari di poter collaborare con altri soggetti iscritti al Registro degli intermediari assicurativi e riassicurativi, garantendo piena informativa e trasparenza nei confronti dei consumatori e sancendo la nullità di ogni patto contrario tra compagnia assicurativa ed intermediario.

4.3 Misure per l’iscrizione al registro delle Imprese ulteriori misure di semplificazione per le società di mutuo soccorso (art. 23).
La disposizione si propone di aggiornare una normativa piuttosto datata (le Società di Mutuo Soccorso sono ancora disciplinate da una legge del 1886) e lacunosa in molte sue parti, per consentire a tali particolari società di svolgere con maggiore efficacia i propri compiti nel campo socio-sanitario e previdenziale, garantendo procedure pubblicitarie più certe oltre che il definitivo avvio di un sistema di vigilanza efficace.In attesa di una riforma organica della disciplina, viene risolta un’importante questione interpretativa prescrivendo in termini univoci e chiari la necessità di previa iscrizione delle Società di mutuo soccorso al registro delle imprese. Oltre a semplificare questa iscrizione viene inoltre resa automatica l’ iscrizione presso l’Albo nazionale delle società cooperative, in una sezione che si istituirà espressamente dedicata alle SMS.

Una delle novità della proposta è poi quella relativa alla cosiddetta “mutualità mediata”, in virtù della quale si rende possibile anche ad una Società di mutuo soccorso di aderire in qualità di socio ad un’altra analoga società a condizione che lo statuto lo preveda espressamente e che i membri, persone fisiche di tali enti giuridici, siano destinatari di una delle attività istituzionali delle medesime società di mutuo soccorso. In tal modo si consentirà alle S.M.S. di minori dimensioni (e per tali motivi in condizioni di non poter erogare i servizi istituzionali) di continuare a svolgere la loro funzione in campo socio-sanitario.

Al via la sesta edizione del Premio Impresa Ambiente

Premio Impresa Ambiente: al via le candidature per l’award italiano dedicato alle imprese sostenibili

Si rinnova l’appuntamento con il più alto riconoscimento italiano per le imprese che abbiano dato un contributo innovativo in termini di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale nel corso dello svolgimento della propria attività produttiva.

Commissione europea: due strumenti per "Fare Impresa in Europa"

La Commissione europea mette a disposizione due portali di riferimento per le aziende europee e per gli aspiranti imprenditori:

La tua Europa, la tua opportunità  Guida pratica al fare impresa in Europa”, riguardante l’avvio, la gestione e la crescita di un’impresa, dagli strumenti di sostegno disponibili alle possibili modalità di espansione, dalle procedure amministrative richieste alle normative ambientali da rispettare, ecc.

7° Programma Quadro: Quinto rapporto di monitoraggio

 

La Commissione Europea – DG Ricerca & Innovazione - ha pubblicato Il Quinto Rapporto di Monitoraggio del 7° PQ riguardante l'attuazione del programma nel quinquennio 2007-2011. Il rapporto si basa sui dati statistici relativi agli inviti a presentare proposte con date di chiusura nel 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011, e che si sono conclusi nel febbraio 2012.

 

Consulta il Rapporto di monitoraggio

Ministero dello Sviluppo Economico - Speciale start-up

 

Presentato il Rapporto “Restart, Italia!”, realizzato dalla Task Force sulle start-up istituita dal MISE al fine di analizzare e individuare le misure per creare in Italia un ambiente favorevole alle start up innovative.

Il Rapporto contiene un’analisi della situazione italiana, proponendo un parallelo con quanto avviene in altri Paesi, e un insieme di proposte per agevolare la nascita e lo sviluppo di start-up, in modo da incoraggiare giovani e meno giovani, pieni di talento, energia, e creatività, a portare avanti i propri progetti imprenditoriali.

 

 

Vai allo Speciale start-up

Consulta il Rapporto

NUOVO REGIME IVA PER CASSA

 

Art 32-bis del D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (Decreto Sviluppo) convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134.

La legge di conversione del “Decreto Sviluppo” – n. 83 del 22 giugno 2012 – ha introdotto nel testo del decreto l’articolo 32-bis “liquidazione dell’Iva secondo la contabilità di cassa”.

La norma contenuta nel DL attua la direttiva UE 2010/45 del 13 luglio 2010, il cui recepimento dovrà avvenire entro il prossimo 31 dicembre 2012.

Nasce il Sistema informativo sulle professioni

 

Frutto di un progetto realizzato dall'Istituto nazionale di statistica (Istat) e dall'Istituto per la formazione e lo sviluppo dei lavoratori (Isfol)

Pubblicato lo statuto tipizzato: dal 29 agosto via libera alle SRL semplificate


Nella Gazzetta Ufficiale numero 189 del 14 agosto 2012 è stato pubblicato il Regolamento del Ministro della Giustizia (decreto 23 giugno 2012, n. 138) contenente il modello di Statuto societario necessario al notaio per redigere l’atto costitutivo della nuova Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLs).

Bei-Intesa Sanpaolo, finanziamenti per 670mln di euro alle imprese italiane

 

La Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Gruppo Intesa Sanpaolo hanno definito sei nuovi accordi per finanziamenti a medio-lungo termine a imprese italiane per un importo complessivo pari a 670 milioni di euro.

Società a Responsabilità Limitata Semplificata: la nuova forma di Srl rivolta ai giovani.

 

Con l'art. 3 del Decreto Legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27., nasce una nuova forma di Srl rivolta ai giovani: la"Società semplificata a responsabilità limitata".

Introdotta dall’ articolo 2463 bis del LIBRO V del Codice Civile, la nuova fattispecie societaria prevede, in sintesi, le seguenti caratteristiche:

  • i soci devono avere età inferiore ai 35 anni alla data della costituzione;
  • l'atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico e quindi richiede l'intervento del Notaio senza che sia dovuto l'onorario notarile;
  • il capitale minimo è di un euro ed il massimo è di 9.999 euro ed il conferimento deve farsi in denaro;
  • la quota non può essere ceduta a soggetti che abbiano età di 35 anni o superiore;
  • l'iscrizione nel registro delle imprese è telematica ed esente da bollo e diritti di segreteria.

Come stabilito dalla legge stessa, spetta ora all Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, emanare un provvedimento volto a tipizzare lo statuto standard della società e ad individuare i criteri di accertamento delle qualità soggettive dei soci.

Per maggiori informazioni consultare la scheda sintetica relativa alle Società a Responsabilità Limitata.

CONFIDI PER PROFESSIONISTI


L’art 8 comma 12 bis del decreto legge 13 maggio 2011, convertito in  legge con la L. n. 106 del 12 luglio 2011 ( G.U. n. 160 del 12-11-2011), modifica la legge quadro sui confidi consentendo anche ai liberi professionisti l’opportunità di partecipare o costituire propri consorzi di garanzia collettiva fidi (Confidi).

Cinque Camere di Commercio di Lazio e Campania firmano un protocollo di intesa per il rilancio dell’economia del Mare

Napoli, 28 ottobre 2011 - Le Camere di Commercio di Caserta, Latina, Napoli, Roma e Salerno hanno firmato oggi, durante la 24esima edizione dell’Expo nautica Navigare, un protocollo di intesa per lo sviluppo dell’economia del Mare, un settore strategico per la crescita economica di Lazio e Campania e, più in generale, dell’Italia intera.

Provincia di Roma: Dati e Report sull'imprenditoria

Roma, 26 ottobre 2011 – Tra giugno 2010 e giugno 2011 le imprese femminili, in provincia di Roma, sono aumentate del 2% a fronte di una variazione media nazionale dello 0,7%.

Regime Agevolato per giovani e lavoratori in mobilità: ecco il testo di legge in vigore dal 17 luglio 2011 .

Decreto-Legge 6 luglio 2011, n. 98
- Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria-



A seguire un estratto della manovra finanziaria D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertita in legge con modificazioni dalla L. 15 luglio 2011, n. 111 (in G.U. 16/07/2011, n. 164).
L’articolo in questione ha come oggetto il regime agevolato per i giovani e per i lavoratori in mobilità.




Art. 27

Regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità

 

1. Per favorire la  costituzione  di  nuove  imprese  da  parte  di giovani ovvero di coloro  che  perdono  il  lavoro  e,  inoltre,  per favorire  la  costituzione  di  nuove  imprese,  gli  attuali  regimi forfettari  sono  riformati  e  concentrati  in  funzione  di  questi obiettivi. Conseguentemente, a partire dal 1° gennaio 2012, il regime di cui all'articolo 1, commi da 96 a 117,  della  legge  24  dicembre 2007, n. 244, si applica, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente  alle  persone fisiche:  a)  che  intraprendono  un'attività  d'impresa,   arte   o professione; b) che l'hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007.  L'imposta  sostitutiva  dell'imposta  sui  redditi   e   delle addizionali regionali e comunali prevista dal comma 105 dell'articolo 1 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 è ridotta al 5 per  cento.

((Il regime di cui ai periodi precedenti è applicabile  anche  oltre il  quarto  periodo  di  imposta  successivo  a  quello   di   inizio dell'attività ma non oltre il periodo di imposta di  compimento  del trentacinquesimo anno di età)).

 

2. Il beneficio di cui al comma 1 é riconosciuto a condizione che:

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni  precedenti l'inizio dell'attività di  cui  al  comma  1,  attività  artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;

b) l'attività da esercitare non  costituisca,  in  nessun  modo, mera prosecuzione di altra  attività  precedentemente  svolta  sotto forma di lavoro  dipendente  o  autonomo,  escluso  il  caso  in  cui

l'attività precedentemente svolta consista nel  periodo  di  pratica  obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;

c) qualora venga  proseguita  un'attività  d'impresa  svolta  in precedenza  da  altro  soggetto,  l'ammontare  dei  relativi  ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di  riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

 

3. Coloro che, per effetto delle disposizioni di cui  al  comma  1, pur avendo le caratteristiche di cui ai commi 96 e 99 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  non  possono  beneficiare  del regime semplificato per i contribuenti minimi ovvero ne  fuoriescono, fermi restando l'obbligo di conservare, ai sensi dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e successive modificazioni,  i  documenti  ricevuti  ed  emessi  e,  se  prescritti, gli obblighi di  fatturazione  e  di  certificazione  dei  corrispettivi, sono esonerati dagli obblighi di  registrazione  e  di  tenuta delle scritture contabili, rilevanti  ai  fini  delle  imposte  dirette  e  dell'imposta   sul   valore   aggiunto,   nonché   dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti  ai  fini  dell'IVA previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 23  marzo  1998, n. 100. I soggetti di cui al periodo precedente sono altresì  esenti dall'imposta regionale sulle attività produttive di cui  al  decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

4. Il regime  di  cui  al  comma  3  cessa  di  avere  applicazione dall'anno successivo a quello in cui viene meno una della  condizioni di cui al comma 96 ovvero si verifica una delle fattispecie  indicate al comma 99 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

5. I soggetti di cui al comma 3 possono optare  per  l'applicazione del regime contabile  ordinario.  L'opzione,  valida  per  almeno  un triennio,  é  comunicata  con  la  prima  dichiarazione  annuale  da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il  periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l'opzione resta valida per ciascun  anno  successivo,  fino  a  quando   permane   la   concreta applicazione della scelta operata.

6. Con uno o più  provvedimenti del  direttore  dell'Agenzia  delle entrate sono dettate le disposizioni necessarie per l'attuazione  dei commi precedenti.

7. Il primo e il secondo periodo  del  comma  117  dell'articolo  1 della legge 24 dicembre  2007,  n.  244,  sono  soppressi.  Al  terzo periodo le parole: "Ai fini dell'applicazione delle disposizioni  del periodo precedente," sono soppresse.

 

Per maggiori informazioni consultare il testo integrale del decreto o visitare il sito

MANOVRA: EMENDAMENTO MELONI,TASSE 5% NUOVE ATTIVITA' GIOVANI

 

Comunicato Stampa
- ROMA, 14 LUG –



"Pagheranno solo il 5% di tasse i giovani che apriranno una nuova attività. E potranno usufruire di questo regime fiscale super agevolato fino a quando non compiranno 35 anni. Si tratta di un'autentica rivoluzione per l'occupazione giovanile. Il regime fiscale che introduciamo oggi è il più favorevole in tutta Europa".

Lo annuncia il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, autrice dell'emendamento, accolto dalla maggioranza e dal governo, che migliora per i giovani la norma sul cosiddetto forfettino.

"La misura - spiega il ministro - si applica a tutti i giovani che avviano una nuova impresa o una nuova attività, o che lo abbiano fatto dopo il primo gennaio 2008. Anche gli over 35 potranno godere del regime del 5%, ma solo per i primi 5 anni di attività".

"Sono grata al governo e alla maggioranza - spiega la Meloni - per aver accolto la mia richiesta. L'emendamento rafforza lo spirito originario della norma che avevamo introdotto.

L'obiettivo è incoraggiare la capacità dei giovani italiani di affrontare la crisi scommettendo su se stessi e scegliendo la via dell'auto-impiego e della libera impresa. Le buone idee hanno bisogno di tempo per consolidarsi e nella maggior parte dei casi i giovani non hanno l'autonomia finanziaria necessaria a reggere l'impatto con i primi anni di attività. Sono certa che questa nuova norma permetterà a molte attività giovanili di avere il tempo necessario per imporsi sul mercato e partecipare così allo sviluppo della nazione".

Diritto al Futuro: Al via il "Fondo Mecenati"

Prende il via la procedura per il cofinanziamento di progetti volti a promuovere, creare, sviluppare, sostenere ed incoraggiare l’imprenditoria tra i giovani di età inferiore ai 35 anni nonché promuovere e sostenere il talento, l’immaginazione, la creatività e le capacità d’innovazione dei giovani di età inferiore ai 35 anni nel campo della cultura, della musica, del cinema, del teatro, dell’arte, della moda, del design e della tecnologia (c.d. “Fondo Mecenati”).

 

Per maggiori informazioni visita il sito www.gioventu.gov.it oppure:

a) Scarica l'avviso pubblico in formato pdf

b) Scarica la domanda di ammissione in formato pdf

c) Scarica la domanda di ammissione in formato word

d) Scarica le linee guida per la predisposizione del progetto in formato pdf

e) Consulta il decreto sulla gazzetta ufficiale

f) Consulta le F.A.Q.

MELONI, BEL RISULTATO RIDUZIONE FISCALE PER IMPRESE GIOVANI

 

 

COMUNICATO STAMPA - Roma, 30 giugno  2011
MELONI, BEL RISULTATO RIDUZIONE FISCALE PER IMPRESE GIOVANI


«Sono molto soddisfatta della decisione confermata oggi dal consiglio dei ministri di scommettere sulle imprese composte da giovani, così come da me richiesto. Grazie alla misura approvata, i giovani sotto i 35 anni che decideranno di costituire una nuova attività imprenditoriale,  pagheranno un’imposta ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività». Così il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.

«Si tratta del regime fiscale più conveniente d'Europa – commenta il ministro Meloni -  Per non perdere le occasioni dello sviluppo occorre puntare sulla forza creativa dei giovani e incoraggiare la loro voglia di intraprendere, e il Governo lo sta facendo».

 

Il testo del decreto riportato qui di seguito NON È DEFINITIVO, in quanto, dovendo ancora passare al vaglio del Presidente della Repubblica e delle Camere, potrebbe subire delle modifiche.

 

1. Per favorire la costituzione di nuove imprese da parte di giovani ovvero di coloro che perdono il lavoro e, inoltre, per favorire la costituzione di nuove imprese, gli attuali regimi forfettari sono riformati e concentrati in funzione di questi obiettivi. Conseguentemente, a partire dal 1°  gennaio 2012, il regime di cui all’articolo 1, commi da 96 a 117 della legge 24  dicembre 2007, n. 244, si applica, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche: a) che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione; b) che l’hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007. L’imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali prevista dal comma 105 dell’articolo 1 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 è ridotta al 5 per cento

 

2. Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto a condizione che:

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 1, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;

b) l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;

c) qualora venga proseguita un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

 

3. Coloro che, per effetto delle disposizioni di cui al comma 1, pur avendo le caratteristiche di cui ai commi 96 e 99 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, non possono beneficiare del regime semplificato per i contribuenti minimi ovvero ne fuoriescono, fermi restando l'obbligo di conservare, ai sensi dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'IVA previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100. I soggetti di cui al periodo precedente sono altresì esenti dall’imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

 

4. Il regime di cui al comma 3 cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui viene meno una della condizioni di cui al comma 96 ovvero si verifica una delle fattispecie indicate al comma 99 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

 

5. I soggetti di cui al comma 3 possono optare per l’applicazione del regime contabile ordinario. L’opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

 

6. Con uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate sono dettate le disposizioni necessarie per l’attuazione dei commi precedenti.

 

7. Il primo e il secondo periodo del comma 117 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 sono soppressi. Al terzo periodo le parole “Ai fini dell’applicazione delle disposizioni del periodo precedente,” sono soppresse

Meloni e Consiglio Nazionale Commercialisti

Firmato protocollo d'intesa per info gratuite on-line

Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, e il Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Claudio Siciliotti, hanno siglato oggi un protocollo d’intesa con il quale i commercialisti si impegnano a fornire gratuitamente on-line indirizzo e informazioni ai giovani imprenditori italiani.

Il nuovo servizio sarà offerto attraverso il portale dell’imprenditoria giovanile, www.giovaneimpresa.it, voluto dal ministro Meloni, per promuovere e sostenere la voglia di fare impresa dei giovani italiani. Oltre alla convenzione, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, forte della consapevolezza che i propri iscritti non sono vincolati da anni ai minimi tariffari, non mancherà di sensibilizzarli ad applicare il miglior trattamento possibile ai giovani under 35 che costituiscono una nuova impresa.

“Dobbiamo dare ai giovani italiani la possibilità di costruire da sé il proprio posto di lavoro – commenta il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni - Per questo stiamo lavorando per promuovere il più possibile la cultura d’impresa nelle giovani generazioni. Sono convinta che il modo migliore per ottenere buoni risultati sia quello di creare sinergie importanti con i professionisti, gli esperti, le associazioni datoriali e quelle di categoria, per riunire esperienza e know-how e metterli a disposizione dei giovani che vogliono fare impresa. Ringrazio Claudio Siciliotti per la disponibilità a collaborare che il protocollo siglato oggi testimonia. Comincia ora una nuova alleanza che si inserisce nel  solco degli accordi già stretti con altre professioni”.

Attraverso il protocollo, i sottoscrittori si sono accordati per supportare le politiche di sostegno all’imprenditoria giovanile, attraverso iniziative comuni di formazione, comunicazione ed approfondimento scientifico. Nello specifico, il Dipartimento della Gioventù e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili hanno concordato di avviare l’istituzione di un determinato servizio telematico, curato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, accessibile  dal sito web www.giovaneimpresa.it, con il quale prestare gratuitamente on-line una attività di indirizzo e informazione diretta a tutti i giovani che si avvalgono del portale. Ancora più in particolare, sarà cura del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili fornire ai responsabili del sito web www.giovaneimpresa.it i nominativi di professionisti particolarmente qualificati, iscritti all’ordine, che possano partecipare al forum attivato nel sito per rispondere, nelle materie di loro competenza, a tutte le domande poste dagli utenti.

 

"Il protocollo siglato oggi rappresenta l’inizio di un importante rapporto di collaborazione per favorire i giovani del nostro Paese – ha affermato Claudio Siciliotti – Tra gli altri, sono stati affrontati i temi delle società di lavoro professionale e del tirocinio, tutto al fine di valorizzare le competenze delle nuove generazioni e velocizzare il loro ingresso nel mondo del lavoro".

Giovane Impresa - Portale per l'imprenditoria giovanile

Nato su iniziativa del Dipartimento della Gioventù e finanziato attraverso il Fondo delle Politiche Giovanili, il portale Giovane Impresa che nel corso dell'ultimo anno (maggio 2012 - maggio 2013) ha fatto registrare un totale di 300.470 visitatori per una media di 25.039 visite mensili, ha l’obiettivo di diffondere, consolidare e sviluppare la cultura d’impresa tra i giovani, presupposto indispensabile per incentivare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e creare nuove opportunità di lavoro.


Il portale è strutturato in sette aree che vanno a creare un percorso informativo in grado di accompagnare il giovane nelle fasi fondamentali della vita di un’impresa, dalla nascita al successivo sviluppo, affrontando, in un’ideale sequenza logica, aspetti relativi alla scelta della forma giuridica, al rapporto tra impresa e fisco, al diritto del lavoro, per passare ad aspetti più pragmatici, relativi ai regimi autorizzatori delle diverse attività economiche, alla progettazione d’impresa e alla sfera dei finanziamenti pubblici.


Target di riferimento sono i giovani tra i 18 ed i 35 anni, nella duplice veste di fruitori del portale, potendo consultare liberamente i suoi contenuti, e di protagonisti dell’iniziativa, potendo interagire con altri utenti nell’apposita area forum e porre domande a consulenti specializzati nelle materie trattate.

Il portale Giovane Impresa  vuole essere uno strumento dinamico, in continuo aggiornamento e aperto al contributo costruttivo degli utenti, che possono contribuire a migliorare il portale segnalando eventuali inesattezze nei testi, malfunzionamenti nella navigazione e suggerendo contenuti da inserire.


I contenuti sono liberamente consultabili, ad eccezione del Forum e dell'area Webinar, per i quali è richiesta la registrazione.

 

Linee guida alla redazione del business plan

 

Il lavoro, strutturato in 8 Documenti, si prefigge l’obiettivo di definire le linee guida di elaborazione del Business Plan, indicandone le modalità di redazione e rappresentazione.

Sono state inoltre riportate alcune esemplificazioni numeriche e descrittive che perseguono l’obiettivo di fornire all’utilizzatore un supporto concreto alla redazione del piano industriale.

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Doing Business 2013

 

Un nuovo rapporto della Banca Mondiale e dell’IFC mette a confronto le regolamentazioni d’impresa in Italia e riscontra che gli imprenditori devono confrontarsi con normative e prassi amministrative diverse a seconda di dove operano.

Il rapporto mette altresì in luce buone pratiche che possono utilizzate o replicate al fine di agevolare l’imprenditoria su tutto il territorio nazionale.

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