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Contratto di inserimento

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Contratto di inserimento

Scritto da mario rossi. Postato in Contratti di lavoro

 

Definizione: Contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, che sostituisce il Contratto di formazione e lavoro, diretto a realizzare, mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del lavoratore o di chi non ha alcuna esperienza lavorativa ad un determinato contesto lavorativo, l’inserimento ovvero il reinserimento nel mercato di particolari categorie di persone (DLgs 10 settembre 2003 n. 276 Art. 54)

 

Riforma del mercato del lavoro:

A partire dal 1° gennaio 2013, non sarà più possibile utilizzare questa tipologia contrattuale. Il contratto di inserimento e reinserimento viene infatti abrogato dall’art. 1, comma 14,della Legge. n.92/2012, disponendo l’abrogazione degli articoli 54, 55, 56, 57, 58 e 59 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, che disciplinano tale forma contrattuale. Il successivo comma 15 prevede, invece, che nei confronti delle assunzioni effettuate fino al 31 dicembre 2012 continuano ad applicarsi le precedenti disposizioni, sintetizzate nella presente scheda.

 

Lavoratori interessati:

a) soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Vi rientrano tutti i soggetti, compresi gli inoccupati. In conformità ai termini di valutazione di cui alla decisione della Commissione U.E. 11/5/99 in materia di assunzione con CFL, si ritiene che i limiti anagrafici possano interpretarsi nel senso di 18 anni compiuti e 29 anni e 364 giorni.

b) disoccupati di lunga durata da 29 fino a 32 anni. Vi rientrano i soggetti che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato una attività di lavoro autonomo, siano alla ricerca di una nuova occupazione da più di dodici mesi. (art.1, c. comma 2, lett. c) D.lgs n. 181/2000). Mantengono lo stato di disoccupazione i soggetti che percepiscono nell’anno solare un reddito da lavoro non superiore a quello escluso da imposizione delle norme fiscali, in possesso di Attestazione del Centro per l’Impiego. Si ritiene che i limiti anagrafici possano interpretarsi nel senso di 29 anni compiuti e 32 anni e 364 giorni.

c) lavoratori con più di 50 anni di età che siano privi di un posto di lavoro;

d) lavoratori che desiderino riprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni;

e) donne di qualsiasi età residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione femminile determinato con apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sia inferiore almeno del 20 per cento di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10 per cento quello maschile. (DM 13 novembre 2008)

f) persone riconosciute affette, ai sensi della normativa vigente, da un grave handicap fisico, mentale o psichico. (Legge 5 febbraio 1992, n. 104 - D.P.C.M. 13 gennaio 2000 - Legge 12 marzo 1999, n. 68)

 

Datori di lavoro che possono stipulare contratti di inserimento

- enti pubblici economici, imprese e loro consorzi;

- gruppi di imprese;

- associazioni professionali, socio- culturali, sportive;

- fondazioni;

- enti di ricerca, pubblici e privati;

- organizzazioni e associazioni di categoria.

 

Non sono ammessi i datori di lavoro iscritti in albi professionali (studi professionali anche costituiti in forma associata).

 

Consorzi e gruppi di imprese

Il progetto di inserimento può prevedere l'impiego in diverse società del gruppo o consorziate. In tal caso si potrà realizzare l'ipotesi di un unico contratto di inserimento con una singola società del consorzio o del gruppo che potrà "inviare" il lavoratore, ai fini del progetto di inserimento, presso più società del consorzio o del gruppo.

 

Caratteristiche del contratto:

Forma scrittaad substantiam”, a pena di nullità, in mancanza della quale il contratto è nullo e il lavoratore si intende assunto a tempo indeterminato

Definizione, con il consenso del lavoratore, di un progetto individuale di inserimento per adeguare le sue competenze professionali all’organizzazione dell’impresa. la stipulazione si rende possibile anche per i lavoratori privi di esperienza lavorativa.

Rinvio a tutti i livelli di contrattazione collettiva.

Elementi essenziali previsti dall'accordo interconfederale 11 febbraio 2004:

- la qualificazione, al conseguimento della quale è preordinato il progetto di inserimento/reinserimento;

- la durata ;

- la modalità della formazione.

 

Condizione di ammissibilità

Mantenimento in servizio di almeno il 60 per cento (DLgs 10 settembre 2003 n. 276 - Art. 54, co. 3) dei lavoratori il cui contratto di inserimento sia venuto a scadere nei diciotto mesi precedenti (la frazione di unità va arrotondata all’unità superiore).

 

Esclusione dal computo del 60%:

- i contratti risolti dal datore di lavoro nel corso o al termine del periodo di prova;

- i contratti risolti dal datore di lavoro per giusta causa;

- i contratti risolti dal lavoratore per dimissioni;

- i rapporti che non sono stati trasformati a causa di rifiuto del lavoratore;

- i contratti di inserimento non trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato nella misura pari a 4 contratti  (franchigia).

Consorzi e gruppi di imprese

Nel caso di lavoratori inviati presso più società del consorzio o del gruppo, il limite percentuale previsto dall'art. 54, comma 3 (60%), sarà computato esclusivamente in  capo alla singola società che risulta essere la datrice di lavoro.

Esclusione assoluta di limiti

Non operano limiti nell'ipotesi in cui nei 18 mesi precedenti all'assunzione del lavoratore sia venuto a scadere un solo contratto di inserimento.

 

Progetto formativo

La normativa interconfederale (Accordo interconfederale 11 febbraio 2004 Punto 6 e del 3 marzo 2004),che si applica quando manca la regolamentazione nel CCNL di categoria, prevede una “Formazione teorica non inferiore a 16 ore, ripartita tra l’apprendimento di nozioni prevenzione antinfortunistica e di disciplina del rapporto di lavoro ed organizzazione aziendale” mentre l’addestramento pratico deve trovare svolgimento attraverso “congrue fasi” di formazione. In omaggio al principio di autodeterminazione nella definizione del contratto di inserimento è riconosciuto, però, alle parti un ampio margine di elasticità nella definizione dei contenuti del processo di acquisizione delle competenze professionali non essendo prevista, come invece avveniva per i CFL, né una interconnessione tra la durata della formazione individuale e il livello di inquadramento finale né una verifica esterna della congruità dei contenuti dei progetti formativi concordati.

 

Durata del rapporto

Il contratto di inserimento deve avere una durata non inferiore a 9 mesi e non superiore ai 18, elevabili a 36 in caso di assunzione di persone affette da un grave handicap fisico, mentale o psichico.

Non é rinnovabile tra le stesse parti ma può essere oggetto di una o più proroghe fino al raggiungimento del limite massimo di durata (18 o 36 mesi). È ammesso il contratto part-time.

 

Sospensione del rapporto

Nel computo della durata massima non rilevano le assenze per:

- svolgimento del servizio militare o civile;

- Astensione per maternità (astensione obbligatoria e congedo di maternità e paternità).

 

Divieto di stipulazione (DLgs n. 276/2003 Art.58 e D.Lgs 6 settembre 2001, n.368 Art.3)

Vige il divieto di stipulare i contratti di inserimento negli stessi casi nei quali è vietato il lavoro a termine:

- per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;

- presso unità produttive nelle quali si sia proceduto nei sei mesi precedenti a licenziamenti collettivi che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di inserimento;

- presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto di inserimento;

- da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 (Artt. 28 – 30).

 

Ipotesi sanzionatorie

In caso di gravi inadempienze nella realizzazione del progetto individuale di inserimento di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che siano tali da impedire la realizzazione della finalità di cui all’articolo 54, c. 1, il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta per il lavoratore avente lo stesso inquadramento legale e contrattuale, maggiorata del 100 per cento.

La maggiorazione così stabilita esclude l’applicazione di qualsiasi altra sanzione prevista in caso di omessa contribuzione (D.Lgs 6 ottobre 2004, n. 251 -  art.12).

 

Incentivi normativi

- Possibilità di inquadrare il lavoratore con contratto di inserimento in una categoria fino a due livelli inferiore rispetto alla qualifica da conseguire;

- Esclusione dei lavoratori assunti con contratto di inserimento dal computo dell’organico ai fini del raggiungimento della dimensione necessaria per l’applicazione di alcune tutele legali e collettive

 

Incentivi economici

Nei confronti dei lavoratori assunti con contratto di inserimento/reinserimento, si applicano gli incentivi economici (Decreto 13 novembre 2008) previsti dalla disciplina in materia di contratti di formazione e lavoro, meglio specificati in apposita scheda.

Rimangono in ogni caso esclusi da tali aiuti i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni, indicati alla lettera a) dell’articolo 54, per i quali sarà possibile usufruire dei soli incentivi normativi.

A favore delle Agenzie per il lavoro e degli operatori  privati del lavoro ex art. 7 D.Lgs n. 276/2003 che ricollocano soggetti disoccupati con contratto di inserimento, oltre che con contratto a tempo indeterminato o con contratto a termine non inferiore a dodici mesi, è previsto un incentivo compreso tra 2.500 e 5.000 euro (Art. 2, comma 145-146, legge 23 dicembre 2009, n. 191).

 

Cessazione del rapporto:

Alla scadenza del contratto non sussiste a carico del datore di lavoro l’obbligo di giustificare la cessazione del rapporto di lavoro non disponendo nulla in materia né la regolamentazione interconfederale né la disciplina legislativa.

Solo in caso di recesso anticipato il datore di lavoro risponde di eventuali inosservanze delle disposizioni degli articoli 2118 e 2119 c.c. da cui deriva, in mancanza di una giusta causa, l’obbligo di risarcimento del danno.

In caso di conferma in servizio il periodo di formazione intercorso viene computato nell’anzianità di servizio con la sola eccezione prevista al punto 9 dell'accordo interconfederale 11 febbraio 2004 (“esclusione dell’istituto degli aumenti periodici di anzianità o istituti di carattere economico ad esso assimilati e della mobilità professionale disciplinata dalle clausole dei contratti che prevedano progressioni automatiche di carriera in funzione del mero trascorrere del tempo”).

 

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